SEMPRE IN TIRO

Presidente: Luca Rigato
Vice Presidente: Francesco Turco
Consigliere: Andrea Berto

giovedì 14 agosto 2008

Campanile Toro - Via Normale


Gruppo: Spalti di Toro - Dolomiti Friulane
Primi salitori: K. Berger - J. Hechenbleikner, estate 1904
Versante:
Difficoltà: II, III+
Sviluppo via: 250 m.
Dislivello totale: 895 m.
Quota di partenza: 1300 m.
Quota dell'attacco: 2100 m.
Quota d'arrivo: 2295 m.
Chiodatura: Chiodatura assente lungo la via, presente solo nelle soste tranne che nella quarta sosta; chiodatura a chiodi normali
Qualità della roccia: Friabile praticamente lungo tutta la via
Ripetitori: T. Francesco, N. Carlo, G. Riccardo e R. Luca
Data nostra ripetizione: 01/06/2008
Tempo totale: 12 ore (3 ore e mezza per l'avvicinamento, 3 ore per la via, 3 ore per le doppie e 2 ore e mezza per la discesa)
Descrizione generale: Bella via in un ambiente fantastico e ancora molto selvaggio, nonostante il lungo avvicinamento che bisogna fare dal rifugio Padova per arrivare all'attacco e la brevità della via,la fatica viene ripagata da un bellissimo panorama e da una magnifica vetta
Caratteristiche dell'arrampicata: Arrampicata facile, bisogna fare molta attenzione alla roccia friabile

Realzione dell'attacco
:
Dal rif. Padova salendo per il sentiero 357 che porta alla forcella Segnata, siamo saliti lungo il sentiero fino alla fine del bosco a quota 1636, abbiamo preso a destra una traccia, attraversando il bosco in direzione del ben visibile campanile Toro; appena fuori dal bosco abbiamo seguito la traccia fino a quando non muore lungo i ripidi ghiaioni sotto le bellissime pareti degli Spalti di Toro. A questo punto ci siamo lasciati a sinistra la prima forcella che porta alla base della parete Nord del Campanile Toro perdendo così di vista la cima stessa. Abbiamo continuato ad attraversare sotto le pareti del campanile seguendo i bolli rossi, superando vari tratti di neve fino a raggiungere un canalone. Siamo saliti faticosamente per il canalone molto ripido e pieno di neve alla meno peggio cercando di seguire i bolli rossi, fino all'attacco che si trova a sinistra poco sotto la fine del canalone (bollo rosso all'attacco).
Relazione via:
1L: Traversare a sinistra seguendo una facile cengietta che ci ha portato a un comodo terrazzo (2 chiodi vecchi per fare sosta)
2L: Siamo saliti obbliquando leggermente a destra seguendo una facile fessura-camino fino raggiungere un terrazzo dietritico (2 chiodi in sosta)
3L: Salire sempre obbliquando a destra per una facile rampa a gradoni che ci ha portato alla seconda grande terrazza (sosta attrezzata)
4L: Siamo andati a destra seguendo la facile cengia e superando un tratto innevato fino alla base di una evidente rampa (sosta non presente completamente da attrezzare)
5L: Seguire la facile rampa fino a raggiungere un'evidente spalla (sosta attrezzatta)
6L: Attravesare la spalla puntando direttamente alla base di un grande diedro salirlo tutto, raggiungendo con divertente arrampicata la forcelletta tra la cima e l'anticima, sosta alla base di una parete verticale (sosta attrezzata)
7L: Salire la paretina puntando direttamente alla cima fare sosta sulla croce
Relazione discesa:
Scendere seguendo la via di salita con 4 doppie.
Prima doppia: dalla cima calarsi fino all'ultima sosta
Seconda doppia: calarsi fino all'evidente spalla
Terza doppia: calarsi fino alla seconda grande terrazza
Quarta doppia: calarsi direttamente alla prima sosta
Dalla prima sosta raggiungere l'attacco per la facile cengietta
Note: Noi abbiamo trovato molta neve durante l'avvicinamento e soprattutto duarante l'ultimo tratto prima di raggiungere l'attacco, essendo le prime cordate dell'anno a salire abbiamo fatto molta fatica a salire il nevaio. Fare molta attenzione al recupero della corda dopo le doppie per il rischio di muovere sassi e per il rischio d'incastro delle corde, cosa che è successa a noi e che ci ha fatto perdere molto tempo.